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ALLATTARE SECONDO NATURA
 
Il colostro muta gradualmente in latte di transizione e dura fino al decimo giorno, circa, dopo il parto.
In questo periodo il latte assume caratteristiche intermedie tra colostro e latte maturo.
E' essenziale attaccare subito il proprio piccolo al seno, anche se si è convinte di non avere ancora latte; la suzione ne favorisce infatti la produzione, poiché agisce sull'ipofisi, organo collocato nella cavità cranica che stimola la sintesi di prolattina, sostanza deputata alla produzione e secrezione del latte.
Il latte della mamma è il più digeribile e il più ricco biologicamente, poiché contiene tutte le sostanze necessarie alla salute del bambino nella forma più facilmente assimilabile. Il ferro, ad esempio, è accompagnato dalla lattoferrina, una proteiniche ne migliora l'assorbimento, e riduce quindi la possibilità che il piccolo allattato al seno diventi anemico. Preziosissimi ed insostituibili sono poi gli anticorpi presenti nel latte materno. Essi svolgono sul bambino un'azione protettiva generale contro i microrganismi patogeni (quelli che procurano malattie), proteggendolo così anche dai germi che causano le infezioni intestinali (gastroenteriti).

Allattare al seno il proprio bambino è senza dubbio una situazione vantaggiosa, ma per sostenere uno sforzo del genere, la mamma deve essere messa nelle condizioni fisiche e psicologiche adatte, con il giusto aiuto di chi le sta accanto. All'inizio, infatti, è essenziale riposarsi molto e dedicare buona percentuale di tempo allo scopo di nutrire il proprio bambino.

Anche alimentarsi in maniera completa ed equilibrata è fondamentale! Preferire alimenti con alto contenuto di proteine animali e ferro: la carne, il pesce e le uova; il latte, lo yogurt e il formaggio apportatori di proteine animali e di un'alta qualità di calcio; la frutta fresca e la verdura preferibilmente cruda, per fare "il pieno" di vitamine e sali minerali. Evitare gli alimenti che potrebbero modificar il sapore del proprio latte: aglio, cipolla, cavoli, asparagi, peperoncino, fritture, molluschi, oppure sostanze che possono essere nocive alla salute del neonato come the, caffè, alcool. Inevitabile per le mamme fumatrici è dire "stop al fumo". Non si deve trascurare, inoltre, di assumere tutti i liquidi necessari, rispondendo sempre prontamente allo stimolo della sete e bevendo in abbondanza.
 
NUMERO DI CALORIE OGNI 100 GRAMMI
Latte scremato
36
Verdura cruda (in media)
30
Yogurt magro 1 vasetto (125gr.)
45
Frutta fresca
da 45
a 70
Latte intero
61
Pesci magri (tipo merluzzo)
71
Patate
85
Pesci semigrassi (tipo sgombro)
168
Pollo intero
175
Fegato
145
Uova
156
Carne (bovino adulto magro)
165
QUESTI ALIMENTI VI FARANNO INGRASSARE SE NE ABUSERETE
Castagne
189
Pesci grassi (in media)
30
Panna fresca
250
Pane
250
Marmellata
222
Gorgonzola, formaggio brie
358
Frutta secca (mandorle, nocciole, noci)
609
Miele
300
Carne suina grassa
394
Legumi secchi
340
Riso
362
Pasta
356
Panforte
350
Crostate
350
Fette biscottate
410
Groviera
388
Zucchero
392
QUESTI ALIMENTI VI FARANNO
SICURAMENTE INGRASSARE
Biscotti
410
Maionese
655
Cioccolato amaro
542
Crostata di frutta
350
Cioccolatino al latte
565
Pasticcini alla crema, cannoli alla crema
369
Mandorle, noci, nocciole
610
Salame cotto
390
Burro
760
Olio
900
Anche l'allattamento ha la sua tecnica. Innanzitutto è essenziale l'igiene delle mani e dei capezzoli, che vanno lavati prima e dopo le poppate ed asciugati con cura. Per mantenere i capezzoli asciutti tra una poppata e l'altra utilizzare le speciali coppette assorbilatte che aiutano a prevenire la comparsa delle dolorosissime ragadi.
E' importante, inoltre, offrire il seno al bambino nel giusto modo: senza spingere la sua testina, si cercherà di introdurre il capezzolo nella sua bocca senza innervosirlo. Il metodo migliore è quello di premere lievemente il capezzolo sulla sua guancia, vicino alla bocca aperta; questo lo orienterà nella direzione giusta, aiutandolo ad afferrare il capezzolo per succhiare. In genere, un neonato con appetito svuota interamente un seno al massimo nel giro di 10-15 minuti. La durata complessiva della poppata dovrebbe essere di circa mezz'ora, compresi vari piccoli intervalli ed il momento del ruttino. Il latte inizialmente esce in fretta, cosi da placare la fame del piccino, poi più lentamente, permettendogli di soddisfare principalmente il suo desiderio di succhiare.
Per questo, e per il bene dei propri capezzoli, non è necessario prolungare oltre i trenta minuti.

Quando sarà il momento di staccare il piccolo dal seno, guardiamoci bene dal tentare di tirarlo semplicemente via dal capezzolo; è infatti molto probabile che lui "non molli la presa".
Un trucco che funziona meravigliosamente è quello di infilare il mignolo nello spazio fra l'angolo delle sue labbra e il capezzolo. Questo porterà il bimbo ad aprire la bocca e permetterà di staccarlo dal seno facilmente e senza resistenze. Non stupirsi se potranno esserci delle differenze tra un paso e l'altro, poiché anche nel lattante esistono variazioni dell'appetito nell'arco della giornata; l'importante è che la quantità assunta nelle 24 ore sia quella ottimale.

Alla fine della poppata il segnale che tutto è andato per il verso giusto sarà un bel ruttino!
Non è necessario, però, insistere eccessivamente affinché il bimbo faccia il ruttino ad ogni poppata. Molti bambini ingoiano poca aria durante il pasto e molti altri non percepiscono alcun disagio anche con parecchia aria nello stomaco. In questi casi il ruttino tarderà a venire o non verrà affatto. Il "fattore" ruttino, insomma, va gestito con molta flessibilità e buon senso, senza caricarlo di troppa importanza. La digestione, infatti, non dipende da questo. Nel momento del ruttino è probabile che, oltre nell'aria, risalga dallo stomaco verso la bocca una piccola quantità del latte ingoiato, che si verifichi, cioè, un rigurgito, fenomeno normale sempre che avvenga un paio di volte al giorno.
Se non ci sono particolari problemi l'allattamento al seno può durare fino ai sei mesi di vita del bambino, periodo in cui si può iniziare lo svezzamento.

Nessuna eventuale malattia del bambino richiede l'interruzione dell'allattamento al seno, poiché è in assoluto ideale per la sua crescita psicofisica.
 
POPPATA   SONNO
In questa tabella è visualizzata la diversa alternanza tra richiesta di cibo e riposo in quattro bimbi diversi.
 
 
POPPATA   SONNO
Questo grafico mostra la differenza tra il numero di pasti richiesti da un bambino di 2 settimane e da uno di due mesi.